ECHOES

In alto l’albatro sta immobile sospeso nell’aria,
e giù nel profondo dei flutti
in labirinti di caverne coralline
l’eco di un tempo remoto giunge
tremante attraverso le sabbie,
ed ogni cosa è verde sotto il sole;

e nessuno ci mostra alla terra,
e nessuno sa i dove o i perché
ma qualcosa è all’erta, qualcosa si muove
e comincia a salire verso la luce

Stranieri passano in strada
per caso due sguardi diversi si incontrano,
ed io sono te, e ciò che vedo sono io,
e ti prenderò per mano per guidarti nella terra,
ed aiutami a capire meglio che posso

e nessuno ci chiama a vedere l’alba,
e nessuno ci fa abbassare gli occhi,
e nessuno parla, nessuno cerca,
nessuno vola intorno al sole

Serena, ogni giorno ti mostri
ai miei occhi che si destano,
m’inviti, guardandomi, ad alzarmi,
e dal muro, attraverso la finestra
arrivano ondeggiando su ali di raggi di sole
un milione di ambasciatori splendenti del mattino

e nessuno mi canta ninne nanne
e nessuno mi fa chiudere gli occhi
così spalanco le finestre
e nuoto fino a te, attraverso il cielo

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